Sto pensando al tanto celebrato mito di Steve Jobs. In libreria ci sono ancora i "libri-coccodrillo intitolati" a lui. Ma solo una generazione di persone superficiali ed individualiste celebra il mito di un uomo, che sì, merita un riconoscimento, ma senza andare oltre il giusto. Il suo interesse privato è sempre stato il perno intorno al quale si sono sviluppate le idee. Che io sappia Jobs non hafatto niente che sia lontanamente paragonabile a quello che ha realizzato Adriano Olivetti, in termini di ricerca, di innovazione tecnologica, di cultura e anche di politica. Per non parlare di dialogo con i sindacati e investimenti sociali.
Fra due mesi è l'anniversario della sua scomparsa. Voglio pensare che esistano nel nostro paese, ma non solo, persone come lui, alle quali voglio dedicare la mia stima. E alle quali vorrei chiedere di salvarci. Prima di tutto da noi stessi.
lunedì 16 aprile 2012
Uomini di chiesa
Mi piace Don Gallo, mi piace l'uomo che incarna, che rappresenta. Mi piace il suo essere simbolo, icona, immagine di una umanità alla quale ambisco e mi sforzo quotidianamente di appartenere. Una umanità generosa, giusta, solidale, comprensiva. Non so, a essere sincero, se ci riesco, ma il mio riferimento è quello. Vorrei essere come Don Gallo, mio personalissimo feticcio, mio rappresentante personale, mio attore preferito di questa scena umana, che più "umana" non si può. Eppure siamo così diversi. Simili, ma anche diversi. A parte che lui è sincero e generoso, e io non tanto... Lui è un ottimo cristiano, io un po' meno, ma sempre cristiano, cioè faccio miei gli insegnamenti del Cristo. La differenza è che lui crede in Dio, io no. Non nel Dio del quale si parla nelle chiese la domenica mattina, per lo meno. Non credo nell'esistenza di una entità superiore così definita, così umana e così poco "umana"... Non mi piace il dio feticcio che giudica e punisce. Non sopporto l'idea di un essere superiore che si abbassa alla vendetta personale. Preferisco un dio meno umano ma più "umano", un dio che è davvero superiore alle mie e alle altrui sofferenze, ma non perché è troppo occupato a riscaldar la gente d'altri paraggi... Mi piace il dio dei pellerossa, il dio di Spinoza, il dio di Socrate e di Platone, il dio che non ha un nome né una nazione, ma che è veramente di tutti.
In questo siamo diversi, io e Don Gallo. Ma magari il dio al quale crede somiglia un po' a quello al quale credo anch'io. Ma allora mi domando... Cosa c'entra lui con la chiesa cattolica?
In questo siamo diversi, io e Don Gallo. Ma magari il dio al quale crede somiglia un po' a quello al quale credo anch'io. Ma allora mi domando... Cosa c'entra lui con la chiesa cattolica?
Andare a puttane...
Ho visto la pubblicità di Sean Penn, Justin Timberlake e quell'altro (non so come si chiama) contro la prostituzione. Tutti e tre belli, fighi e ricchi che si gongolano con sto cartello al collo che dice "un vero uomo non paga le donne".
Devo dire che mi fa un po' sorridere. E mi fa anche un po' rabbia. A parte che non ci credo, non mi interessa nemmeno se Sean Penn ha mai frequentato prostitute. Sono affari suoi. Sono scelte che riferiscono esclusivamente alla sua sfera privata. Se lo ha fatto vuol dire che ne aveva bisogno, io mi astengo da un giudizio morale. L'importante è che abbia pagato, e che sia sia comportato correttamente. Pagare una donna non significa offenderla, altrimenti tutte le donne che lavorano dovrebbero farlo gratis... e questo francamente mi pare un po' troppo. L'importante, dicevo, è che abbia pagato per la prestazione ricevuta, che si sia astenuto da procurare qualsiasi tipo di violenza, morale, verbale o fisica che sia. Ora vorrei dire che trovo veramente arrogante e soprattutto maschilista questa ostentazione di superiorità. "Io sono figo, e non pago un cazzo per fare sesso con una donna" questo è il messaggio che mi arriva. Diretto e inequivocabile. E poi che cos'è un "vero uomo"? E' forse uno che non deve chiedere mai? E' forse uno che ha il testosterone sempre a mille? E forse uno che è assolutamente e completamente eterosessuale? Insomma è forse uno con le palle?
Non so perché ma mi viene in mente Antonio Albanese in "Cetto La Qualunque"... e del suo imitato ex presidente del consiglio.
Questa ostentazione di presunta superiorità mi fa pensare, anzi mi fa credere che la realtà sia molto diversa. Che gli uomini frequentino prostitute è un dato di fatto. E non succede da ieri. E che succederà anche domani, è un dato altrettanto assodato. Del resto è una legge di mercato, quando c'è una richiesta di una merce, sul mercato appare chi la vende. E questo non mi disturba affatto. Quello che non tollero è che qualcuno ci lucri sopra. Che qualche intermediario si inserisca nel rapporto tra produttore e consumatore, senza averne diritto, con modi e metodi da fuorilegge. Che una donna decida di fare la prostituta, è una scelta che concerne la sua sfera privata, punto e basta. Che un uomo decida di usufruire di questo servizio, anche questo concerne il suo privato. Ma non ci deve essere nessun altro un questo rapporto a due. E nemmeno ci deve essere arroganza, violenza e sopraffazione. Devo dire, con tutta onestà, che se io, oggi, dovessi scegliere se fare l'addetto delle pulizie nei bagni di un autogrill, oppure fare la prostituta, opterei per la seconda scelta. E non si scandalizzino tutti quelli che sono anche tentati da facili battute, vuol dire che non sono mai stati nei bagni di un autogrill in agosto...
Certo, farei la puttana, cercherei di farlo bene, in modo sicuro, igienico, protetto, anonimo e comodo. Penso che lavorerei meno possibile, con una clientela più possibile selezionata ecc. ecc. E probabilmente guadagnerei più del mio medico di base, più della mia colf, più di quello che prendo io di pensione. Con buona pace di tutti quelli che la domenica mattina vanno a ripulirsi l'anima a buon mercato...
Ah, devo dire che Sean Penn mi sta anche simpatico, non fosse altro che per aver sopportato quella bagascia di Veronica Ciccone.
Devo dire che mi fa un po' sorridere. E mi fa anche un po' rabbia. A parte che non ci credo, non mi interessa nemmeno se Sean Penn ha mai frequentato prostitute. Sono affari suoi. Sono scelte che riferiscono esclusivamente alla sua sfera privata. Se lo ha fatto vuol dire che ne aveva bisogno, io mi astengo da un giudizio morale. L'importante è che abbia pagato, e che sia sia comportato correttamente. Pagare una donna non significa offenderla, altrimenti tutte le donne che lavorano dovrebbero farlo gratis... e questo francamente mi pare un po' troppo. L'importante, dicevo, è che abbia pagato per la prestazione ricevuta, che si sia astenuto da procurare qualsiasi tipo di violenza, morale, verbale o fisica che sia. Ora vorrei dire che trovo veramente arrogante e soprattutto maschilista questa ostentazione di superiorità. "Io sono figo, e non pago un cazzo per fare sesso con una donna" questo è il messaggio che mi arriva. Diretto e inequivocabile. E poi che cos'è un "vero uomo"? E' forse uno che non deve chiedere mai? E' forse uno che ha il testosterone sempre a mille? E forse uno che è assolutamente e completamente eterosessuale? Insomma è forse uno con le palle?
Non so perché ma mi viene in mente Antonio Albanese in "Cetto La Qualunque"... e del suo imitato ex presidente del consiglio.
Questa ostentazione di presunta superiorità mi fa pensare, anzi mi fa credere che la realtà sia molto diversa. Che gli uomini frequentino prostitute è un dato di fatto. E non succede da ieri. E che succederà anche domani, è un dato altrettanto assodato. Del resto è una legge di mercato, quando c'è una richiesta di una merce, sul mercato appare chi la vende. E questo non mi disturba affatto. Quello che non tollero è che qualcuno ci lucri sopra. Che qualche intermediario si inserisca nel rapporto tra produttore e consumatore, senza averne diritto, con modi e metodi da fuorilegge. Che una donna decida di fare la prostituta, è una scelta che concerne la sua sfera privata, punto e basta. Che un uomo decida di usufruire di questo servizio, anche questo concerne il suo privato. Ma non ci deve essere nessun altro un questo rapporto a due. E nemmeno ci deve essere arroganza, violenza e sopraffazione. Devo dire, con tutta onestà, che se io, oggi, dovessi scegliere se fare l'addetto delle pulizie nei bagni di un autogrill, oppure fare la prostituta, opterei per la seconda scelta. E non si scandalizzino tutti quelli che sono anche tentati da facili battute, vuol dire che non sono mai stati nei bagni di un autogrill in agosto...
Certo, farei la puttana, cercherei di farlo bene, in modo sicuro, igienico, protetto, anonimo e comodo. Penso che lavorerei meno possibile, con una clientela più possibile selezionata ecc. ecc. E probabilmente guadagnerei più del mio medico di base, più della mia colf, più di quello che prendo io di pensione. Con buona pace di tutti quelli che la domenica mattina vanno a ripulirsi l'anima a buon mercato...
Ah, devo dire che Sean Penn mi sta anche simpatico, non fosse altro che per aver sopportato quella bagascia di Veronica Ciccone.
Articolo 18 addio...
Stanno cambiando le norme che regolano il lavoro. Le norme che determinano i rapporti di lavoro, cioè le relazioni tra lavoratori e datori di lavoro. Tra padroni e sotto, avrebbe detto mio nonno. E tra poco torneremo tutti a dire così, perché quello che sta succedendo oggi, sotto gli occhi di tutti, fra l'incredulità di alcuni e l'indifferenza complice e beota di molti, è uno stravolgimento, non un cambiamento ma un annullamento dei rapporti tra lavoratori e padroni. Un cambiamento epocale che riporterà la classe lavoratrice indietro di circa un secolo. Per lo meno per quanto riguarda il ceto medio e quello basso. Si sta compiendo, in un silenzio da anestesia totale, un espianto dei diritti. In anestesia totale, non a caso uso questo parallelo, perché dolore se ne sente poco, anestetizzati come siamo dal (relativo) benessere, dalla tivù spazzatura, da una informazione addomesticata (anche quella politicizzata) e da una morale che ci impedisce fisicamente di ribellarci. L'effetto di questo cambiamento, anzi gli effetti (secondo me) saranno diversi e tutti nefasti. A breve termine assisteremo ad un lento, ma progressivo e inesorabile indebolimento dei sindacati. Con buona pace di tutti quelli, operai compresi, che dicevano che i sindacati non servono, che sono tutti venduti, ecc. E grazie anche all'opera dei sindacati gialli, e alla costante erosione psicologica di tutti i media non politicizzati. L'indebolimento dei sindacati avrà come conseguenza immediata una caduta del costo del lavoro, per evidenti ragioni. Effetto a medio termine, la ripresa economica (ma solo per la classe imprenditrice). Effetto a lungo periodo, invece sarà la scomparsa totale, del ceto medio e, come conseguenza diretta, l'annullamento della democrazia...
Sta cominciando il lungo crepuscolo... ma come diceva Eduardo "a da passà a nuttata..."
Sono una Cassandra? Non credo.
Sta cominciando il lungo crepuscolo... ma come diceva Eduardo "a da passà a nuttata..."
Sono una Cassandra? Non credo.
lunedì 6 febbraio 2012
venerdì 3 febbraio 2012
Jacek Yerka
Nato in Polonia nel 1952, Yerka ha una sorprendente abilità nel convertire la realtà in fantasia, costante che si ritrova in ogni sua opera. Le visioni, dice, gli provengono dai sogni e dalla sua vita semi-pastorale.
Figlio d’arte, Yerka cresce tra l’odore di vernici, inchiostri e carta.
Dalla scuola di grafica, Yerka ha poi deciso di darsi in direzioni più contemporanee ed astratte, motivo per cui non fu mai apprezzato nella Scuola.
Dipinge solo su tela con olio e acrilico, sulla quale libera un mondo interiore fatto di simbolismo, cultura e fervida immaginazione. Nella sua arte sono chiare le influenze dei grandi surrealisti del passato come Hieronymus Bosch, Pieter Brueghel, Jan van Eyck, Salvador Dali e René Magritte.
L’ autore Harlon Ellison è rimasto talmente incantato dai suoi lavori da aver scritto 30 esclusivi racconti per “Mind Fields“, ispirati alle sue opere. Ogni storia si basa su un suo dipinto, affrontando direttamente l’opposto del lavoro su cui si basa essa stessa. Nel 1995 ha vinto il World Fantasy Award come migliore artista.
Figlio d’arte, Yerka cresce tra l’odore di vernici, inchiostri e carta.
Dalla scuola di grafica, Yerka ha poi deciso di darsi in direzioni più contemporanee ed astratte, motivo per cui non fu mai apprezzato nella Scuola.
Dipinge solo su tela con olio e acrilico, sulla quale libera un mondo interiore fatto di simbolismo, cultura e fervida immaginazione. Nella sua arte sono chiare le influenze dei grandi surrealisti del passato come Hieronymus Bosch, Pieter Brueghel, Jan van Eyck, Salvador Dali e René Magritte.
L’ autore Harlon Ellison è rimasto talmente incantato dai suoi lavori da aver scritto 30 esclusivi racconti per “Mind Fields“, ispirati alle sue opere. Ogni storia si basa su un suo dipinto, affrontando direttamente l’opposto del lavoro su cui si basa essa stessa. Nel 1995 ha vinto il World Fantasy Award come migliore artista.
giovedì 2 febbraio 2012
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